LUTTAZZI INDAGATO PER EVASIONE FISCALE E IL TRANSFER DI SALLUSTI

Indagato per evasione fiscale Adesso Luttazzi non ride più

Il comico non avrebbe pagato 140mila euro di Irpef sui diritti d’immagine grazie alla sua società di servizi: il reato è punito da 18 mesi a sei anni

In questo articolo citeremo alcuni passaggi degli articoli apparsi sul sito de Il Giornale e Libero

Daniele Luttazzi (Daniele Fabbri) sarebbe quindi stato indagato. Indagato. Ripetiamolo pure: indagato.
In-da-ga-to. Sì, perchè basterebbe una lettura attenta e, non diciamo imparziale, solo non astiosa per riportare immediatamente il fatto alla sua dimensione proporzionata.
Questo però avrebbe voluto dire per Patricia Tagliaferri (giornalista de Il Giornale e autrice dell’articolo) e per la redazione, perdere l’occasione di mandare alle stampe questo:

Luttazzi indagato per evasione fiscale

Luttazzi indagato per evasione fiscale

Che dire? un bell’articolone da prima pagina, con tanto di titoletto/sberleffo “Eori di cartapesta”. Peccato però che Luttazzi sia stato INDAGATO e non CONDANNATO o PROCESSATO o ARRESTATO.
Prima di arrivare all’articolo, proviamo a riassumere brevemente (cercande di estrarre i singoli fatti dall’articolo pubblicato):
– le Fiamme Gialle eseguono una verifica fiscale
– al termine del controllo redigono un rapporto con il quale gli contestano la violazione del decreto legislativo n. 74 del 10 marzo 2000, che disciplina i reati in materia di imposte sui redditi.
– il pm lo iscrive nel registro degli indagati
– l’udienza preliminare deve ancora essere fissata

 

 

 

 Messa giù così verrebbe da dire: aspettiamo l’udienza, leggiamo qualche atto e vediamo quale sarà il castello difensivo che verrà costruito dall’avvocato Parlatore. Ragionamento abbastanza comune e lineare che, non a caso, han fatto tutte le altre redazioni.

Il potere della narrazione: rimescioliamo gli elementi, aggiungiamo alcuni dettagli di poco conto ma che danno l’idea che ci sia trippa per gatti: (“È la Procura di Civitavecchia a contestarglielo, competente perché il comico è residente a Fregene, una località di mare a due passi da Roma, che fa però parte del Comune di Fiumicino”) , ribadiamo cose scontate e minimizziamo la voce dell’avvocato che, appunto, minimizza.  Qualcuno in redazione avrà obiettato che c’era poca roba per sostenere un articolo da prima di taglio alto e che, il personaggio Luttazzi ,non veniva spolverato da molto. Ecco quindi in soccorso Sabina Guzzanti, al cinema con il suo ultimo film. Il gioco è fatto.
La redazione de Il Giornale ben conosce i suoi lettori e sa che con una prima pagina di questo tipo, il lettore è già entrato in quello che amo chiamare “il transfer di Sallusti”: il momento in cui il lettore cade in uno stato di confusione e perde il controllo del suo processo di formazione di un’opinione propria. A quel punto il livello di acredine del sarà così alto che non si accorgerà più di nulla: che tra indagato e condannato c’è una differenza importante, che la notizia della Guzzanti è incollata in maniera gratuita e poco inerente e che -anche volendo stare al gioco de Il Giornale- non serve aver studiato al D.A.M.S. per sapere che uno scarso incasso al botteghino poco ha a che fare con l’effettivo valore del film.

Ma in realtà parlare di tutto questo ha poco senso. Perchè quello che ha portato la Tagliaferri a passare da articoli di secondo piano (voglio ricordare:Nati i gemelli: vince chi li ha partoriti , Il nuovo divorzio va di fretta:bastano 6 mesi per dirsi addio e Dall’ira al “cuore spezzato”Nel corpo la mappa emotiva)  ad un articolo da prima, è un principio di comunicazione elaboratissimo nella sua semplicità, un preciso meccanismo ad orologeria,  chirurgico nella sua dirompenza. Non è nascosto tra le righe ma esibito in bellavista nel titolo (scelto per la versione web, non ha caso quella che ha più lettori):

Indagato per evasione fiscale Adesso Luttazzi non ride più

“Luttazzi è stato indagato! Non è stato sentito, processato, convocato. Non s’è letto nulla di più. Ma è stato indagato. Non possiamo aggiungere nessuna conclusione senza incappare in qualche bisticcio legale ma basta aggiungere un brillante ed ingenuo “ora non ride più” per alludere al fatto che, già da ora, le cose si mettono male per lui.” Avrà esclamato il redattore capo.
“Ora, Patricia, sai già cosa fare” avrà aggiunto.

Un titolo ineccepibile sul piano legale che, agendo sulle leve dell’emotività, riesce a trasmettere tutto il messaggio.
A questo punto il pezzo lo potrà scrivere una tagliaferri qualsiasi, verrebbe da dire.

*Prima di riportare tutti gli articoli nella loro interezza vorrei precisare che queste riflessioni sono il frutto di riflessioni personali maturate leggendo solo gli articoli (a disposizione di tutti) presenti sul web. Non ho elementi per entrare nel merito della questione (del processo) e tantomeno voglio prendere a priori le difese di Luttazzi (chi ci legge sa che in molti casi abbiamo avuto posizioni critiche nei confronti di Luttazzi). Le mie vogliono essere delle riflessioni, che mi piacerebbe sviluppare nei prossimi giorni con i lettori del blog, su come i fatti vengano trasformati in notizie e su come queste poi vengano diffuse.

Buona Lettura e aspetto i vostri commenti.

SB

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 fonte: Il giornale

Indagato per evasione fiscale Adesso Luttazzi non ride più

Il comico non avrebbe pagato 140mila euro di Irpef sui diritti d’immagine grazie alla sua società di servizi: il reato è punito da 18 mesi a sei anni

L’ oblio è finito. Dopo tanto tempo torna alla ribalta Daniele Luttazzi, ma non con la sua nota e feroce satira antiberlusconiana.

Torna sulla scena come non avrebbe mai voluto fare, protagonista di un’inchiesta penale per frode fiscale. Questa volta, è certo, avrebbe preferito continuare a starsene ancora un po’ dietro le quinte piuttosto che doversi difendere da un reato così antipatico.

È la Procura di Civitavecchia a contestarglielo, competente perché il comico è residente a Fregene, una località di mare a due passi da Roma, che fa però parte del Comune di Fiumicino. Sul fascicolo il nome Luttazzi non compare, quello è il nome d’arte, il vero nome è Daniele Fabbri. Il pubblico ministero Lorenzo Del Giudice lo ha iscritto nel registro degli indagati dopo aver ricevuto un rapporto della Guardia di Finanza che aveva indagato sulla gestione dei diritti di immagine dell’artista: un controllo di routine, gli investigatori che frugano tra la documentazione contabile della società di servizi che gli amministra gli interessi professionali, gli illeciti fiscali che saltano fuori, il superamento della soglia oltre la quale le irregolarità non sono più punibili con sanzioni amministrative ma diventano reato penale. Una storiaccia, soprattutto per uno come lui abituato in Tv a castigare il malcostume altrui e poi per tanto tempo, prima del lungo periodo di clandestinità, assurto al pantheon dei martiri mediatici.

La verifica fiscale delle Fiamme Gialle è terminata nel 2013, la Procura ha chiuso in fretta le indagini e ora deve essere fissata l’udienza preliminare davanti al Tribunale. Sotto accusa è la società di servizi di Luttazzi, la Krassner Entertainment, che gli gestisce i diritti e che attraverso una falsa rappresentazione nelle scritture contabili gli avrebbe consentito di evadere l’Irpef per circa 140mila euro. Un escamotage a cui sono ricorse molte celebrities per dribblare il fisco, per cifre di diversa entità. Il meccanismo è semplice, anche se la materia è tecnica e si presta a interpretazioni diverse. Si creano società fiduciarie per cedere a se stessi i diritti di sfruttamento della propria immagine con un notevole vantaggio fiscale visto che le persone giuridiche hanno aliquote decisamente più vantaggiose rispetto alle persone fisiche. E spesso accade che le società dei divi siano delle scatole vuote, create solo per la gestione dei diritti di immagine. In questo caso scattano le sanzioni.

A Luttazzi viene contestata la violazione del decreto legislativo n. 74 del 10 marzo 2000, che disciplina i reati in materia di imposte sui redditi. L’articolo 3, per la precisione (dichiarazione fraudolenta mediante artifici), che viene punita con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni. Nel frattempo la Procura ha disposto il sequestro conservativo di un conto corrente riconducibile al comico per garantire, nel caso si arrivasse ad una condanna, il recupero dell’importo equivalente all’imposta evasa.

L’avvocato Andrea Parlatore, che da sempre assiste l’artista, minimizza. «Si tratta di un grande equivoco – dice – se c’è persona rigorosa e attenta al rispetto della legge è Luttazzi, che in questo momento proprio non sentiva la necessità di un processo. Si tratta di capire se le società di servizi di cui si avvalgono gli artisti siano legittime oppure no».

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 fonte: Libero

Luttazzi indagato per evasione fiscale

Luttazzi indagato per evasione fiscale

Ha ben poco da ridere ora Daniele Luttazzi. Il comico, “martire mediatico”, il fustigatore di Silvio Berlusconi, risulta indagato per frode fiscale. E’ la Procura di Civitavecchia, riporta il Giornale, a contestargli il reato. Daniele Fabbri (questo il vero nome), residente a Fregene, è iscritto nel registro degli indagati dopo il rapporto della Guardia di Finanza sulla gestione dei diritti d’immagine.

Ad essere sotto accusa è la società di servizi di Luttazzi, la Krassner Entertainment che attraverso una falsa rappresentazione nelle scritture contabili gli avrebbe consentito di evadere l’Irpef per 140mila euro. A Luttazzi viene contestata la “dichiarazione fraudolenta mediante artifici” che viene punita con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni. Intanto la Procura ha sequestrato un conto corrente riconducibile al comico per garantire, nel caso, il recupero dell’importo dell’imposta evasa. Ma l’avvocato Andrea Parlatore minimizza: “Si tratta di un equivoco, Luttazzi è una persona rigorosa e attenta”.

 

 

Indagato per evasione fiscale Adesso Luttazzi non ride più

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