LUTTAZZI ALLA BLOGFEST 2013!

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clicca qui per vedere il video. Da 41′ in poi

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Evocato da Luca Bottura nel corso di un incontro dal titolo “Twitter killed the video stars?” moderato da Lia Celi, Daniele Luttazzi non manca di far parlare di sé anche alla BLOGFEST 2013. Si parla genericamente di plagi e battute copiate, quando Bottura apre una parentesi: “Se dici che Berlusconi è un ladro, e lo dici in battuta, tu non devi rubare. Non puoi. C’è proprio un problema di opportunità.” Si rivolge quindi a Peter Gomez, co-fondatore del Fatto Quotidiano presente all’incontro: “Peter, il libro di Luttazzi col Fatto Quotidiano (Lolito, N.d.R.): perché? Con che autorevolezza fai un libro in cui prendi per il culo le magagne morali di Berlusconi dopo che tu ti sei preso ore di repertorio da comici americane e le hai spacciate per tue ai fan?”

Gomez replica citando Luttazzi: “Sei sicuro che chi fa satira debba essere moralmente superiore ai suoi bersagli?” (Assunto che noi, in linea teorica, condividiamo. E’ Luttazzi semmai a contraddirsi, quando in Lepidezze Postribolari – 2007 – scrive di Woody Allen: “Non può far satira sui preti pedofili”, N.d.R.) Tuttavia la posizione di Peter trapela ai margini. “Ha fatto grandi cose, vorrei solo chiedesse scusa e tornasse con un monologo tutto suo”, prosegue Bottura. “La penso abbastanza come te circa la confessione/espiazione”, replica Gomez, che precisa: “Ma considerando le cose coraggiose che ha fatto, diventano fatti suoi. Poi di una persona che non sta bene tuttora, tanto è vero che in pubblico non riesce a mettere il naso neanche per sbaglio.” E conclude: “Io ho questa cosa di chiedere scusa e battermi il petto. Lui evidentemente non ce l’ha, ma non è un problema che può porsi il giornale.”

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Pungolato da un fan di Luttazzi su Twitter, Bottura esplicita oggi il suo pensiero su Facebook:

C’è un signore su Twitter che dopo il mio intervento alla Blogfest di Rimini, credendo di minacciarmi, mi ha scritto che d’ora in poi il suo unico obiettivo sarà quello di trovare tutte le mie battute copiate.

A parte che conosco obiettivi più appaganti, ma ognuno vive di priorità stabilite in proprio, temo che sarà dura. Io faccio battute a volte scarse, a volte puerili, a volte scarse e puerili, ma non le copio. Non vado su quei bei siti che ne scrivono di bellissime, utilizzo i social in modo piuttosto autistico perché non voglio che mi entrino in testa belle idee altrui. E se scrivo facezie che ne ricordano altre, e può succedere, è perché qualcuno ha avuto la mia stessa idea. Mi è capitato che una vecchia battuta sentita anni prima riemergesse come farina del mio sacco: me l’hanno fatto notare, ho aggiunto la citazione. 

Questo perché credo che, quando fai satira, ci sia una sorta di piccolo dovere etico: siccome motteggi sulle ruberie altrui, non devi rubare.

Il signore in questione s’è risentito perché sul palco della Blogfest, mentre si discuteva di plagio, ho chiesto a Peter Gomez come mai avessero prima sostenuto la palese supercazzola di Daniele Luttazzi sui ruoli attanziali e poi gli avessero addirittura pubblicato un libro, veicolando in questo modo, loro, un giornale che fa dell’intransigenza il proprio marchio di fabbrica, l’opera di un uomo che aveva costruito la propria carriera artistica in modo, come chiamarlo, passibile di dibattito.

Ho anche premesso che la mia era la domanda di un fan deluso. Di uno che a Luttazzi (poi mi piace di più Guzzanti, ma non vuol dire) aveva creduto. E soprattutto che gli riconosceva, e gli riconosce, il coraggio di aver sfidato l’estabilishment ai tempi di Satyricon, pagandone le conseguenze più di ogni altro. E ho detto, e lo riscrivo qui, approfondendo, che era un enorme peccato, una piccola tragedia per la satira tutta, che quell’uomo coraggioso avesse poi pestato un escremento così grande, dando ai vari Libero e il Giornale, e a tutta la marmaglia berlusconiana, modo, tempo e (purtroppo) ragioni, per affermare che il critico del loro editore non era poi così diverso da chi coglionava.

Ho anche aggiunto (il dramma della formazione cattolica) che la nostra gratitudine, di noi fans, verso Luttazzi, non sarebbe stata scalfita di nulla se egli avesse svelato il trucco, se avesse fatto penitenza, se avesse detto che sì, era partito citando, la cosa gli aveva preso la mano ma… lo vedete quant’è figo il mio nuovo spettacolo scritto tutto da me? Ecco, adesso ringraziatemi di nuovo per la forza che ebbi nel 2001, quando nella Rai dei partiti invitai e feci parlare Marco Travaglio. E mi cacciarono.

Questo ho detto. Senza malanimo alcuno. Nonostante chiunque, anche i piccini come me, abbia ricevuto in passato gli strali diretti o indiretti di Daniele, che passava il tempo a cercare le battute degli altri che ricordavano le sue. Detto questo, lo scrivo al fan in questione e a chi pensasse che, nel mio piccolo, di persona che avrà pure fatto qualche scelta non facile ma certo non ha l’improntitudine di paragonare la censura che subì Luttazzi al proprio quotidiano (di cui peraltro vado abbastanza felice e orgoglioso), io non ce l’ho con Daniele. Quando ha subito l’agguato delle Iene, ho provato sincera vicinanza. E spero davvero di rivederlo sereno, in pubblico, presto, a dirci che ci aveva presi per il culo, che la caccia al tesoro, il calco migliorativo, eccetera, erano solo stronzate propedeutiche al ritorno in grande stile nel mondo dei vivi e degli amati. Io vorrei andare a vederlo in teatro con qualcosa di suo. Non di Hicks, Carlin, Silverman o altri cento. Di suo. 

Così ‘sta storia dei plagi smetterà di essere la parola fine, e diventerà, per tutti noi, una infelice parentesi. E i pretoriani non mi balleranno il flamenco sui maroni su Twitter.

Amen (cit.).

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Luttazzi per ora non ha risposto. Voi che ne pensate? Discutetene a briglia sciolta nei commenti.

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  1. OT: segnalo che nello speciale n.27 di Dylan Dog, “La bomba”, attualmente in edicola, compare brevemente un personaggio ricalcato su Luttazzi.

  2. gerogerigegege

    Interessante sequenza di commenti al video di cui sopra, pubblicati a poche ore uno dall’altro (li trascrivo nell’eventualità li cassino per spam):

    Marco Sokol: “Che manica di presuntuosi. Questi fanno satira? Pure noiosi. “Bisogna colpire le aziende”. A lato del palco un pannello con la lista delle mega aziende che sponsorizzano il Blogfest…”
    andreasolinas1: “l’attacco di bottura & soci contro luttazzi disinforma per l’ennesima volta. questo blog spiega perché e smonta tutte le balle dette contro luttazzi per dargli addosso: goo. gl/wWTzZ”
    needham51: “La faccia di Bottura a 43:12 è da non perdere. Una vera merda umana. La replica di Gomez (“Sei sicuro che chi fa satira debba essere meglio dei suoi bersagli?”) è il famoso argomento di Luttazzi quando parla di Lenny Bruce e del card. Spelmann. Bottura gli dà ragione. Quindi Bottura non ha letto i libri e il blog di Luttazzi. Cioè gli dà del ladro senza sapere che Luttazzi lo fa apposta come scritto sul blog fin dal 2005. Bottura fa il fan deluso per caricare il colpo. La moralità di Bottura.”
    carlo taranto: “In pratica Gomez del Fatto Quotidiano dice “Abbiamo pubblicato Luttazzi perché ci fa guadagnare, chiudiamo l’inserto di satira perché non ci fa guadagnare”. Viene il dubbio che certi sedicenti autori di satira non siano tanto capaci a farla.”

    Ovviamente il blog linkato da andreasolinas1 è Antidiffamazione. Ovviamente Marco di cognome fa Sokol. Ovviamente questi stessi quattro intervengono altrove esclusivamente a commento di video di e su Daniele Luttazzi.

  3. gerogerigegege

    Dedicato alla vicenda e fresco di forno, l’ennesimo blog anonimo a post unico, con dentro le ennesime stronzate: http://teoballo.wordpress.com/2013/09/29/su-luca-bottura-e-i-limiti-della-satira/

    • gerogerigegege

      Qui l’articolo che l’autore anonimo (dal nome del blog e dall’identico modo di esprimersi deduco sia il Teoballo che commentò anche qui: http://www.internazionale.it/opinioni/claudio-giunta/2013/07/15/salire-su-un-palco-e-far-ridere-la-gente/# ) riporta ma non linka: http://ildemocritico.blogspot.it/2013/09/mediocrazia-un-pamphet-sulla-satira-che.html#comment-form.

      Particolari interessanti (per capirci, chiamerò quest’ultimo articolo “#1”, e quello nel nuovo blog anonimo “#2”):
      Nei commenti a #1 si fa vivo “Teoballo” (linka #2 dicharandosene autore) col nome però, chissà perché, di Fangio K.
      Il giorno dopo si rifà vivo da anonimo (“Va ricordato che, a differenza di Saviano, in tribunale Luttazzi è sempre stato assolto dalle accuse di plagio: caso Tamaro (1994) e caso Decameron (2012). Entrambe le volte, i giornali di destra e di sinistra dedicarono pagine intere al ‘Luttazzi plagiatore’, riservando solo trafiletti agli esiti dei processi positivi per Luttazzi. ‘La satira vera si vede dalla reazione che suscita.’ (Dario Fo)”): il commento verrà aggiunto nottetempo a #2, a mo’ di postilla.
      Ancora un anonimo, verosimilmente sempre lui, commenta appena mezz’ora dopo: “Dal blog ‘Luttazzi Panopticon’: “Aggiungo un esempio della malafede di Bottura: in un pezzo recente pubblicato sulla rivista il Mulino, Bottura scrive: ‘Berlusconi ha fatto di più: non solo s’è intestato gag di altri per colpire gli avversari (‘Fini ha avuto un parente caduto ad Auschwitz. Cadde da una torretta’: era del comico statunitense Jay Leno, poi tradotto a sua insaputa da Daniele Luttazzi)’. Pur di dare a Luttazzi del copione, Bottura TAROCCA i fatti: Jay Leno disse quella battuta due anni DOPO Luttazzi, per parlare di Buchanan. Berlusconi aveva copiato Luttazzi, non Jay Leno, ma in questo modo Bottura può insinuare di nuovo la calunnia del Luttazzi plagiatore. Ecco chi è il giornalista Bottura.” Riporta in pratica uno stralcio di #2 a beneficio di chi legge #1, ma si confonde e dice che il blog è Luttazzi Panopticon: quello, anonimo ma a più post, recentemente sdoganato da Luttazzi stesso su Twitter, con la chiosa “Quando i fan sono in gamba”. Mmmh…

      • SeymourStein

        istruttivo e divertente leggersi il profilo disqus di questo “teoballo”… tanta acrimonia verso beppe grillo e andrea scanzi, soprattutto:

        “Scanzi vota M5S. I suoi commenti sono di parte come quelli di un influencer grillino, quindi non credibili nè oggettivi. Inoltre è cliente dell’agenzia VisVerbi (marketing e promozione di giornalisti) insieme con Facci, la Lucarelli, Cruciani. Tutti ospiti di Reputescion, il programma di Scanzi. Puro conflitto di interessi. Infatti andatevi a vedere il tono di quelle interviste. Scanzi ormai non è più un giornalista. E’ un brand, come lo definiscono quelli dell’Agenzia VisVerbi. Dovrebbe essere Scanzi a pagare il Fatto per pubblicare i suoi pezzi, vista la pubblicità che ne ricava per il proprio brand.”

        ce n’è anche per klaus davi e per quelli di satiriasi, “dilettanti allo sbaraglio”… interessante.

      • SeymourStein

        …e non perdetevi, sempre a firma “teoballo”, la recente diarrea di commenti contro crozza!

        “La satira è un’altra cosa. Gli esempi che mi vengono in mente sono Dario Fo, Guzzanti e Luttazzi.”
        “Crozza rende simpatici i politici. E i politicii ridono. Con la vera satira, i bersagli non ridono.”
        “Ma chi se ne frega di Crozza! E’ un comico del tutto irrilevante. Non a caso piace a tutti. E con la volata a Bersani in campagna elettorale si è giocato per sempre ogni credibilità satirica.”

        a “teoballo” di crozza frega eccome: 21 commenti-fotocopia in un giorno….

    • gerogerigegege

      Contrordine, mi sbagliavo (o forse no). Il pezzo su Bottura è presente (o apparso) anche in Luttazzi Panopticon ( http://luttazzifans.wordpress.com/ ): RETRODATATO AL 27 AGOSTO. Un mese prima del Blogfest e delle dichiarazioni di Bottura.
      Quando la realtà è più esilarante delle ricostruzioni. Quando i fan sono in gamba.

  4. piero

    no scusate la posizione di luttazzi su allen non è la stessa di bottura su luttazzi. bottura fa il moralista e viene giustamente rimbeccato da gomez. luttazzi invece non fa il moralista con allen. il suo è un giudizio tecnico. infatti dopo la vicenda pedofila una battuta di allen sui preti pedofili non farebbe ridere. paragonare le mele con le pere è truccare il gioco. per esempio la premessa che luttazzi rubi come berlusconi è semplicemente falsa.

    • Quella del giudizio tecnico è una tua interpretazione. Vuoi un altro esempio? Luttazzi su Greggio: “Non puoi fare satira sull’Italia se hai la residenza a Montecarlo”. Altro giudizio tecnico? 🙂

    • SeymourStein

      diciamo allora che luttazzi, con la sua krassner s.r.l., censura come berlusconi. niente più battute sulle sue, di censure: non farebbero ridere…

  5. Dato che sono io quel signore citato da Bottura e dato che ho replicato, che ne dite di darne atto. Ecco il mio post di risposta:
    http://ildemocritico.blogspot.it/2013/09/mediocrazia-un-pamphet-sulla-satira-che.html

  6. Pardonnéz moi. Ho visto ora che il mio post di risposta era già stato linkato. Ci tengo solo precisare che a me interessa poco di questa battaglia tra fan che si è scatenata. Mi sembra solo un flame un po’ vecchiotto. Io non conosco i commentatori (o il commentatore unico, non lo so) al mio post. Non so chi abbia fondato questo blog, né chi abbia aperto i blog che citano il mio post. Bottura è un tipo un po’ spocchioso, che mette degli argomenti a caso (io non santifico Luttazzi, ma almeno criticarlo con cognizione di causa!) gliel’ho fatto notare, lui si è risentito parecchio ed io ho replicato, mi sembrava il minimo dopo quel suo “i limiti della satira” che poi parla di tutto tranne che dei limiti della satira. Detto questo, vi invito a leggere il mio post originale (non solo l’ultima parte riportata dagli altri blog). Passo e chiudo. E buon sabato.

  7. Un po’ in, un po’ off topic. Guardate cosa scrive Bottura in ricordo del defunto Roberto “Freak” Antoni e ditemi se non c’è sotto una staffilata rivolta a chi-sappiamo-noi.

    “4) Che i geni non temono di farsi deprivare del copyright. “La fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo”. “Toccato il fondo, a me capita di cominciare a scavare”. “A volte il fumo è meglio dell’arrosto”. “Mangiate merda: miliardi di mosche non possono sbagliarsi”. Sono nel repertorio comico di chiunque. Perché Freak era e sarà repertorio dell’umanità”.

    Il pezzo completo è qui:

    http://lucabottura.net/2014/02/13/dieci-cose-che-abbiamo-imparato-da-freak-antoni/

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