I PARODISTI, Addendum

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Il nostro precedente post I PARODISTI ha suscitato curiosità e reazioni assortite. Segnaliamo, tra le altre, quest’ottimo articolo di Vittorio Marotta: http://storify.com/drunkside41/luttazzi-e-scomparso-ma-non-sul-web; da cui apprendiamo che alla torma degli stizziti s’è aggiunto l’ormai famigerato troll Eliana Rossi (che a dispetto del nome non è una donna, ma un paesaggio lacustre). Tutti i nodi, insomma, vengono pian pianino al pettine.

Nella sua ricostruzione, Vittorio cita un secondo blog anonimo apparentemente in difesa di Luttazzi, abbagliowuming.wordpress.com, ricordando tra l’altro come questo sia apparso subito dopo i nostri post su Wu Ming 1 e Wu Ming 4. Se non l’avete già letto, vi invitiamo a farlo ora.

Ne eravamo a conoscenza, e qualcuno di voi ne aveva già discusso in una vecchia sezione commenti; ma a fronte di uno spamming virtualmente inesistente rispetto al collega Anti-diffamazione, ne abbiamo sinora tralasciato l’analisi. L’affrontiamo adesso, e non soltanto in virtù del promemoria di Vittorio.

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Pochi giorni fa ci imbattiamo nell’ennesimo commento di un troll, in calce a un vecchio articolo di Manuel Lai sulla vittoria in tribunale di Luttazzi contro La7. Solita arringa finto-difensiva, immancabile link ad Anti-Diffamazione; e poi una capriola ulteriore:

(…) Il “silenzio assordante” infine non c’entra niente con il caso dei presunti plagi. L’ultimo monologo di Luttazzi è del 2009: Decameron. Luttazzi ha chiuso la sua agenzia teatrale nel febbraio 2010 -periodo in cui si preparano i tour teatrali per la stagione seguente- quindi aveva deciso di non fare il tour 2010 già a febbraio, se non prima. La diffamazione contro di lui invece è del giugno 2010.
Da allora ha lavorato per un anno e mezzo al libro “La quarta necessità” uscito nell’ottobre 2011.

Correggeteci se sbagliamo: Luttazzi non ha mai pubblicamente spiegato niente di simile. E il pensiero vola subito al troll Andrea Gabbana (il cui account Twitter sparì nel nulla poco tempo dopo il post che l’inchiodava): – Doveva pagare gli avvocati per i processi miliardari. – gloglottò con bizzarra sicumera Andrea a un utente Twitter che lamentava l’assenza di Luttazzi dopo anni di libri e spettacoli a ritmi rutilanti. – Adesso non ne ha più bisogno e può scegliere. – (Dipingendo in tal modo lo sgradevole ritratto di un Luttazzi disperatamente teso a far cassa.) Anche qui fu lecito chiedersi: su che basi si fa interprete del pensiero luttazziano, il Gabbana? Quand’è che Luttazzi avrebbe dato anche solo a intendere una decisione di questo tipo?

In questo quadro ben s’inserisce il blog Abbagliowuming. Per il 90% una minestrina riscaldata (l’autore anonimo seziona gli interventi critici di Wu Ming 1 e 4 e finge di contestarne ogni punto, riciclando il solito arsenale retorico di fuochi fatui), il testo si fa interessante al suo ultimo punto:

Wu Ming 1: “Nel gennaio 2004, ascoltando l’audio di uno speciale di Luttazzi andato in onda via satellite, mi accorsi che un passaggio del monologo era preso di pacca da uno spettacolo di Carlin. Non era una semplice battuta, ma una “routine”, la descrizione di una situazione paradossale.
 Scrissi a Luttazzi chiedendogli lumi. Lui mi rispose che la sua era una variazione, che aveva “migliorato” la routine di Carlin inserendovi una battuta nuova che la rafforzava.
 Lì per lì lasciai perdere, e non feci caso a un dettaglio importante. Me lo ha fatto notare l’altro giorno una che si firmava “Lola”, su Lipperatura: la battuta nuova che Luttazzi sosteneva di aver inserito… c’era già nel monologo originale! Sputata identica.
 Ora, lasciate perdere il fatto che io all’epoca non me ne sia reso conto. Disattenzione mia, che prima di scrivere a Luttazzi non mi ero riascoltato il brano di Carlin. Il punto è un altro: Luttazzi stava rispondendo a uno che il monologo di Carlin lo conosceva. Avrei potuto sgamarlo lì per lì, rispondergli: “Ma che cazzo dici? La battuta non l’hai aggiunta, c’era già!”
 Perché mi rispose così, con una spiegazione non solo implausibile ma che culminava in una svista grossolana?
 Io ci sto pensando sopra da due giorni. Azzardo una spiegazione duplice:
 1) non si ricordava già più cos’era suo e cosa di Carlin, perché ormai totalmente immerso in una vasca di “prestiti” e “citazioni”… (La risposta era così facilmente verificabile che mi pare di vederlo, Luttazzi, divertirsi alle spalle del pedante Wu Ming 1 che gli chiede spiegazioni, citandogli un’altra battuta di Carlin! Wu Ming 1 si accorge della cosa, ci pensa sopra per due giorni e da pedante non pensa allo scherzo, ma a una svista grossolana, oppure al caso psicologico!)

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Interventi di questo tipo rappresentano l’apice del progetto mimetico Parodista. Contenuto a parte (funzionale nuovamente a un ritratto poco edificante di Daniele, stavolta una sorta di minus habens che fa scherzetti a uno scrittore amico quando in ballo c’è la sua reputazione di autore), che si tratti di un patetico Luttazzi in incognito appare ora, a un lettore sprovveduto, fuor di dubbio: chi altri sarebbe in possesso di simili informazioni? Ma appunto: un Luttazzi – un chiunque, santiddio – eventualmente deciso a passare inosservato si farebbe cadere di tasca indizi così stupidamente ingombranti? Uscirebbe dal personaggio – quello del supporter comune – con tale disastrosa goffaggine? Proprio lui, un uomo di teatro?

No. E’ ovviamente opera, ancora una volta, dei nostri amici Parodisti. Con un testo consapevolmente minore (manca qui l’attacco totale, capillare e devastante del Blog Madre) e meno propagandato, ma non per questo meno annebbiante. E per togliere ogni dubbio, Abbagliowuming riporta a pie’ pagina un link ad… Anti-diffamazione, esatto.

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Vittorio, nel suo riepilogo, arriva a includere alla voce “enigmi” l’account Youtube Videoricordi. Ma in questo caso si tratta di parodie dichiarate: l’autore è contro Luttazzi e ci scherza esplicitamente su. Legittimo. Il problema sorge quando si mira a far passare per serio e attendibile materiale che non lo è; diffamando sottilmente, di conseguenza, il parodiato. Se a questo si aggiunge lo spamming selvaggio, abbiamo un importante dibattito ancora in corso che rischia un irreversibile cortocircuito, un sovraffollamento inestricabile dei piani di realtà.

Vi invitiamo, oltre a ignorare e mandare al diavolo chi sapete, a leggerci e a farci leggere. Passate parola. LET’S BURN SOME MOTHERFUCKIN’ PARODISTS. TODAY!

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  1. dottord

    Ennesimo OT: che ne dite di scrivere un post sui commenti al caso Luttazzi da parte dei suoi colleghi? Per esempio, mi sembra che il comico Lucio Salis abbia speso parole non esattamente lusinghiere nei confronti del Nostro. E anche i ragazzi della Gialappa’s non hanno lesinato le staffilate.

    • La Gialappa’s ha citato episodi personali distanti dalle nostre aree di riflessione; Salis è un comico caduto in disgrazia che ha provato a cavalcare la vicenda plagi, sostenendo che Luttazzi avesse rubato anche a lui (ma senza ricordare quali battute…). Ci capitasse di trovare una riflessione strutturata e interessante come quella di Bordone o Wu Ming, ovviamente le dedicheremmo un post.

  2. Flywheel

    A dir la verità, Lola (che poi ero io) aveva un po’ sbagliato. In realtà la “battuta nuova” che Luttazzi disse a WM1 di aver aggiunto non era contenuta nella stessa routine carliniana, ma era frutto di un collage tra due routines (entrambe di Carlin). Non credo che questo cambi molto dell’argomentazione, ma forse vale la pena segnalarlo, a onor del vero.

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