I PARODISTI

govi

 

PARODIA: imitazione deliberata, con intento più o meno caricaturale, dello stile caratteristico di uno scrittore, di un musicista e sim., realizzata inserendo nella nuova composizione passi che ne rievochino con immediatezza la maniera, (…) a scopo satirico, umoristico o anche critico.

Nella composizione di una parodia, il virtuosismo sta nel raggiungere l’effetto (comico e critico) più dirompente col minor dispendio possibile di mezzi: più sottile è l’alterazione del testo originale, maggiore la raffinatezza del risultato. Lo sa bene Luttazzi, che nel libro Lepidezze Postribolari spalma su dieci pagine una Dogmatica Sperimentale del Comico che altro non è che una riscrittura della Mistica Oggettiva della svizzera Adrienne von Speyr, con minime sostituzioni: umorismo anziché Cristianesimo, sfera comica della retorica anziché sfera cattolica di Dio e così via. L’effetto (in questo specifico caso, a nostro avviso, esile e tenue: quanti conoscono il testo originale?) è duplice: si “distrugge” l’originale alludendo a un’idea altra.

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INCISO. La posizione di MONEYFORMOTHS su Daniele Luttazzi e il “Caso Plagi” è stata ben riassunta in una precedente sez. commenti. La riproponiamo:

Moneyformoths non è contro Luttazzi: è, piuttosto, post-Luttazzi. Stemperiamo le posizioni dei manichei (“è un genio, non ha sbagliato nulla”; “il suo valore artistico è nullo”) talvolta nella critica circoscritta, più spesso nello scherzo/allusione demistificante e riconciliante, o nel discorso artistico “a partire da”. Non siamo mossi dal livore dei Savonarola, ma dalla leggerezza morbida e gentile di chi vede nel Caso Plagi (solo?) un bell’argomento, pieno di potenzialità inesplorate. Nel nostro mondo, Luttazzi ride con noi, purgato e tranquillo; mangia torta alle noci con Chutzpa; gioca a bocce con Sante; porge un girasole a Crestodina, facendola arrossire.
Luttazzi va rimesso drasticamente in prospettiva E riammesso nel dibattito. Una cosa non esclude l’altra. Moneyformoths è il buffetto complice con cui gli viene strappata una mostrina, ma non la divisa. Adesso è caporale. Farà un ottimo lavoro.

Molti purtroppo fraintendono. “Sembrate suoi difensori, ma lo schernite”, ci scrive uno su Twitter. E’ una buona definizione: ma del lavoro di qualcun altro.

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Luglio 2011: Luttazzi chiude il blog e sbarca su Twitter. Le due difese all’accusa di plagio scritte dal comico confluiscono qui: danieleluttazzi.blogspot.it.                                                                                    2012: V’è capitato, quest’anno, di muovere una qualche critica a Luttazzi su Twitter, nella sezione commenti di un blog, sotto a un video su Youtube? Probabile allora sia spuntato un Mister X a linkarvi questo: anti-diffamazione.blogspot.it. Se non l’avete già letto, vi invitiamo a farlo ora.

Sono tanti, i Mister X. E spammano il nuovo blog ovunque, con virulenza fanatica, ossessiva. Sei un ingenuo gabbato dal killeraggio, su Luttazzi fu diffamazione, leggi qui. Dagli e dagli, il blog Anti-diffamazione, mai riconosciuto da Luttazzi, assurge tuttavia a sua difesa ufficiale. La difesa aggiornata. La difesa 2.0. Lo stile è in effetti inconfondibilmente Luttazziano. Lo leggi e pensi Cristo, riecco Daniele con un imbarazzante tentativo di auto-riabilitazione porta a porta. E il killeraggio diventa, apparentemente, suicidio: Non solo non era l’autoproclamato genio comico: non è nemmeno l’autoproclamato cervello fino. Passerebbe giornate a crearsi account falsi, una persona intelligente? E indosserebbe barbe così vistosamente fasulle?

No. E’ il genere di cose che fai a dieci anni. Luttazzi è sulla cinquantina. Ma quindi?

Vediamo un po’. E’ davvero un blog difensivo, questo Anti-diffamazione? Salta all’occhio una cosa: fra le argomentazioni a difesa più disparate, manca quasi del tutto il discorso tecnico su ricontestualizzazioni e ruoli attanziali su cui Luttazzi aveva fondato in larga parte la sua autodifesa (vedi appunto danieleluttazzi.blogspot.it); discutibile, ma utile se non altro a ribadire la sua erudizione.

Invece, l’autore anonimo s’è come divertito a collezionare (spesso riprendendole alla lettera!) le perorazioni più zoppicanti in cui i fan superstiti si sono qui e lì cimentati; quasi tutte a difesa dell’indifendibile, di incongruenze e ambiguità su cui Luttazzi stesso ha sempre significativamente glissato, preferendo mirare al nòcciolo (la legittimità dell’operazione-calco in sé). Sono tante: ne prendiamo e smontiamo, facilmente, tre.

13) “Luttazzi si è inventato una lettera al Late Night”. Falso. Luttazzi ha detto di aver scritto a Bill Scheft del Late Night, non di aver ricevuto risposte da Bill Scheft. Gli rispose la redazione. Luttazzi, accortosi della cosa, ha tolto quindi il riferimento a Scheft dal post dove ne parlava, per evitare ogni equivoco in proposito. 2007: Luttazzi scrive un post sulla “variazione sul tema” come pratica legittima e diffusa; in risposta alla prima, debole polemica sui plagi seguita a Decameron (la battuta che ne decretò la chiusura somigliava a un joke di Bill Hicks). DL conclude il post spiegando come, a suo dire, gli stessi autori di Letterman abbiano operato, viceversa, un calco da una sua battuta (sottotesto: si usa così, prendono da me come io prendo da loro): battuta di cui erano al corrente per via di “(…) uno scambio amichevole di e-mail con Bill Scheft, head-writer del Letterman”. (Sottotesto percepibile: ho familiarità coi piani alti dell’ambiente comico USA.) (Contattato, Bill Scheft smentirà, oltre al carteggio, anche la possibilità del calco: quella di DL era una battuta, dice con ragione, il cui ‘scheletro’ è vecchio come il mondo.) Lo scambio di battute era “amichevole” ma non al punto che Luttazzi capisse con chi parlava? E com’è che se n’è accorto a resoconto pubblicato, che non si trattava di Scheft? E com’è che ha poi rimosso in toto la notizia dello scambio epistolare anziché, semplicemente, correggerla? (grazie all’utente Goldworld “Sonia” per il suo ineccepibile riepilogo, N.d.A.)

14) “Luttazzi si è inventato mail a Comedy Central/HBO”. Falso. Come risulta dalle mail pubblicate dal blog ntvox, Luttazzi si riferiva a scambi di mail con autori di serie tv USA. Fatto mai smentito. No. Luttazzi a Ntvox scrisse “molti comici americani hanno battute mie, da quando COLLABORO con Comedy Central e HBO”. Fatto Smentito.

21) “Molti fan hanno scritto di essere delusi.”  Ovvio. Molti sono stati tratti in inganno, e a questo mirava la diffamazione. (…) I fan che seguivano il suo blog, invece, sapevano dei calchi da anni e si sono indignati per la diffamazione ai danni di Luttazzi. No. Leggere il celebre forum non ufficiale a lui dedicato, ad esempio, è istruttivo: documenta l’evoluzione di un gruppo di fan idolatranti, preparatissimi su contenuti e aggiornamenti del blog di Daniele, che commentano mano mano in post appositi; nel 2010 seguono il caso-plagi, giorno per giorno, con incredulità e rabbia crescenti. Alcuni tra loro finiscono con l’aiutare Ntvox nella raccolta dei joke copiati. Adesso quel forum è una città fantasma. C’è poi il dato oggettivo: Luttazzi dal 2010 ha smesso di fare teatro e di pubblicare libri (a meno di non voler contare quella bagattella de La Quarta Necessità). Perché, se le migliaia di fan che seguivano il blog gli sono rimaste accanto?

Ecco. E secondo voi Luttazzi avrebbe volontariamente snocciolato un tale impressionante serie di autogol?

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INOLTRE. L’autore anonimo si firma “Danto”. Date un’occhiata alla foto. Poi guardate qui:

9780231138239

Se scegliersi uno pseudonimo fittizio è prassi comune, attribuire il proprio scritto a un determinato personaggio storico, in questo caso il critico e filosofo americano Arthur Danto, è un’operazione inusuale e ovviamente non neutra: di certo spiritosa, probabile veicolo di un’allusione precisa. Non conosciamo l’opera omnia di A. D.: qualcuno ha collegato il binomio Luttazzi/Danto al celebre statement di quest’ultimo sulla fine dell’arte; altri alla sua constatazione del carattere anacronistico dell’arte come imitazione. Sono supposizioni. Attendiamo le vostre.

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LAST BUT NOT LEAST. Anti-Diffamazione sfiora il capolavoro nello svelare la propria struttura ad anello. L’ultimo punto:

(…) chi ha accusato Luttazzi di plagio ha commesso un errore di ragionamento piuttosto diffuso: la petizione di principio. Nella petizione di principio, il ragionamento non dimostra nulla, ma si limita a ripetere la premessa. Il modello di questo ragionamento errato (fallacia argomentativa, paralogismo, sofisma) è:

A) Quello di Luttazzi è plagio.
B) Infatti (Luttazzi ha retrodatato il post del 2005).
C) Quindi quello di Luttazzi è plagio.
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Torniamo ora al primo punto:

“Luttazzi è un ladro!”  Falso. Si dà per scontato che si tratti di plagi, mentre si tratta di calchi, riscritture e citazioni. Legittimi. Luttazzi ha spiegato tecnicamente perché. Nessuno invece ha ancora spiegato perché siano plagi. Infatti non lo sono.

Riformulando:

A) Quello di Luttazzi non è plagio.
B) Infatti nessuno ha ancora spiegato tecnicamente perché sia plagio.                                                           C) Quindi quello di Luttazzi non è plagio.

Una petizione di principio. In apertura. Chapeau.

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CONCLUSIONI: Anti-Diffamazione è una affilata parodia del Luttazzi autodifensore, svolta attraverso una minima alterazione del materiale originale e una puntuale imitazione dello stile del parodiato. Dai contenuti del blog, così come dallo zelo, dal numero e dagli argomenti degli spammer (anch’essi “puro Luttazzi”), esce la caricatura poco edificante (ma tecnicamente perfetta) di un DL paranoico e ossessivo, patetico nella sua ostinazione, desolantemente puerile nel suo essere convintissimo di farla a tutti.

Comunque la pensiate sul caso Luttazzi, converrete che il dibattito ha bisogno di trasparenza, non di abbagli. La prossima volta che un Mr. X si farà vivo proponendovi quel link, ignoratelo. E se volete, copiaeincollategli l’URL di questa pagina. Switch off a Parodist. TODAY!

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  1. dottord

    “E secondo voi Luttazzi avrebbe volontariamente snocciolato un tale impressionante serie di autogol?”

    Semplicemente, sì.

    O meglio, non credo che l’abbia fatto volontariamente. Credo che sia entrato in un tale balordone di bugie autoraccontate da aver perso il controllo delle stesse. Del resto uno che costruisce un’intera carriera sul plagio sistematico e s’illude di non essere beccato non dimostra certo grandi capacità di pensiero strategico.

    Per restare in tema, chiedo scusa se riesumo una cosa molto vecchia, ma forse vi è sfuggita la lunghissima difesa luttazziana in quattro parti imbastita da un anonimo (sedicente collega meno famoso di Luttazzi) nei commenti a questo post:

    http://ntvox.blogspot.it/2008/01/giulietta-o-daniele.html

    • Conosciamo Giulietta e la sua goffa tirata difensiva. Ammettiamo fosse Luttazzi in incognito, lei come ognuna delle “presenze” manifestatesi in quei giorni (cosa comunque non provabile): sarebbero stati interventi obbligati, dettati da una catena d’eventi improvvisa e inattesa. E se uno corre, ha più possibilità di inciampare. Anti-diffamazione vorrebbe essere il blog ponderato, scritto a freddo e di propria iniziativa. Per cui chiediamo ancora: secondo voi Luttazzi avrebbe VOLONTARIAMENTE snocciolato un tale impressionante serie di autogol?

      • dottord

        Non mi riferivo all’ormai arcinota Giulietta, ma al commentatore anonimo che interviene a partire dal quattordicesimo commento in poi, e scrive una lunghissima difesa dell’operato di Luttazzi. Penso possa essere interessante perché usa argomenti diversi rispetto agli altri difensori anonimi.

      • Pardon. Il discorso in ogni caso non cambia. (Forse sbaglio, ma l’anonimo che indichi mi pare fosse un habitué del blog di Ntvox, tra l’altro neppure strenuo difensore di DL, che poi confessò da solo il gesto: aveva citato massivamente un poeta tedesco, e intendeva far passare un qualche tipo di messaggio. Forse proprio che era facile cader preda di paranoie e vedere Luttazzi ovunque, e che era il caso di limitare la critica al documentabile.)

  2. SeymourStein

    mh… ero convinto fosse Luttazzi (o qualche fan maniaco) ma la cosa su danto suona storta anche a me… comunque confermo, anch’io su twitter sono stato “avvicinato” da un Mister X, e pochi minuti dopo essermi espresso su Luttazzi. chiunque siano, pattugliano ossessivamente i risultati di ricerca.

  3. dottord

    Ho scoperto per caso un’intervista del Nostro alla radio svizzera risalente al 2009. Dal minuto 3.08 al minuto 5.00 si affronta l’argomento plagi, e Luttazzi spiega che la caccia al tesoro serve esclusivamente come tutela antiquerele. I casi sono due: o l’autore del blog antidiffamazione è qualcun altro o, se è sempre lui, ha le idee poco chiare.

  4. sansooni

    Scusate ma Danto non fa alcuna petizione di principio visto che al punto 1 spiega perchè non si tratta di plagio. Anche su Scheft Danto ha ragione: Luttazzi non ha mai detto di aver ricevuto risposte da Scheft. Voi aggiungete il dato della collaborazione a Comedy Central ma qui non c’entra. Luttazzi non sopporta i pedanti e se insistono li prende in giro come fece con Wu Ming. Dedurre il crollo dei fan dalla assenza attuale di Luttazzi è un’altra illazione. Se basate l’analisi sui vostri pregiudizi qualunque cosa viene distorta. Buon lavoro.

    • Anzitutto Danto non spiega nulla: sia perché il blog è una collezione di difese – scombicchierate – scritte da altri (“riassumo riprendendo anche argomenti altrui che mi sembrano giusti”, esordisce lo spiritosone); sia perché Arthur Danto ha sicuramente di meglio da fare. 🙂
      Che “spieghi” perché non si tratta di plagio lo dici tu. “Analizza” la ricontestualizzazione di tre battute copiate su quante, 500?, e “conclude” che l’intera faccenda è pienamente legittima; dire che non è plagio “perché nessuno lo ha dimostrato tecnicamente” è una petizione di principio bella e buona. L’autore lo sa e se ne compiace.
      Luttazzi non ha mai detto di aver ricevuto risposte da Scheft, dici? “(…) segue scambio amichevole di e-mail con Bill Scheft” (Luttazzi, 2007). Uno scambio è per definizione fatto anche di risposte, ci sembra.
      Il dato della collaborazione con Comedy Central c’entra eccome, se si afferma che “… come risulta dalle mail pubblicate dal blog ntvox, Luttazzi si riferiva a scambi di mail con autori di serie tv USA. Fatto smentito”. Che Luttazzi stesse prendendo in giro un pedante (!) come nel caso di Wu Ming (!!!) poi lo dici tu, ignoriamo su che basi.
      Deduciamo il crollo dei fan anzitutto dal forum non ufficiale, e solo marginalmente dal fatto che il nostro stia facendo l’eremita. (E, volendo, anche da quel che ci ha raccontato Giacon: “La quarta necessità”, quanto a vendite, ha senza dubbio risentito del Caso Plagi.)

      Detto questo, il post parla d’altro. Le incongruenze di cui sopra sono fortemente VOLUTE dall’autore del blog: stare a dibattere sul perché questa o quella sia meno ridicola e/o pretestuosa di quel che sembra è un esercizio sterile. Ti invitiamo a leggerci meglio. Ciao!

  5. Paolo

    Che la Dogmatica Sperimentale del Comico sia una riscrittura di Adrienne von Speyr, lo avete saputo dal forum http://luttazziedintorni.prophpbb.com/ . Ipocriti.

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