PAROLA DI GIACON

Come prima cosa dobbiamo premettere che Massimo Giacon non ha scritto un articolo per questo blog ne tantomeno gli è stato commissionato.

In seguito alla pubblicazione del cliccatissimo post LA QUARTA NECESSITA’: ANDARE A LETTO PRESTO LA SERA
dove abbiamo pubblicato una recensione anonima pubblicata sul web e che poi ci è stata inviata, si è acceso un fiammante dibattito.

Molti ci hanno scritto, in molti insultato, diversi ci hanno chiesto com’era possibile pubblicare una cosa del genere senza chiedere un’opinione al diretto interessato, Massimo Giacon.

Abbiamo segnalato a Massimo il post e lui, prontamente e con grande generosità, ha risposto- commentato e dibattutto.

Al fine di non disperdere questo prezioso contributo, che potete comunque ritrovare in ordine cronologico e contestualizzato nella sezione commenti del post in questione, abbiamo deciso di raccogliere i commenti di Giacon che potete leggere qui sotto.

Come ultima nota, è divertente notare come il popolo del web si sia mobilitato affinchè permettessimo a Giacon di esprimersi. Nessuno mai però ci ha scritto dicendo “e Luttazzi? perchè non chiedete a Luttazzi?”. Il sito di Luttazzi è chiuso, il blog anche e noi non abbiamo altri  contatti. Ma da qui non ci muoviamo.

Buona Lettura.

In risposta al post e ai commenti dei lettori, Massimo scrive:
oh la la! Quanta carne al fuoco. Rispondo da diretto interessato ad alcuni punti in ordine sparso.
No la Quarta Necessità non ha nuociuto alla mia immagine, visto che la cosa che è stata sottolineata nelle scarse recensioni è comunque la perizia grafica, e poi sapete come va in questi frangenti, si cerca di fare meglio con il libro successivo, che non sarà con Daniele.
Il libro è andato benino, se considerate che Daniele ha deciso di scomparire mediaticamente ormai da un anno, e non solo per la promozione di questo libro ma per tutto quel che riguarda la sua produzione (scritta, teatrale, televisiva) Gli venne proposto di collaborare a Servizio Pubblico di Santoro, e ha rifiutato, non chiedetemi il perché, ma è stata una scelta che non nasconde dietrologie particolari, credo che Daniele voglia star per i cazzi suoi per un po’, posso magari non comprendere appieno questa scelta, ma la rispetto. Io non lo sento da mesi.
Non ci sono ancora i resi, non è nemmeno passato un anno! Ne sono stampate 3500 copie, ne sono state vendute più di 2000. Non ci saranno le ristampe, il libro continua a vendicchiare meglio di molte altre graphic novels molto meglio promosse, recensite e pubblicizzate, e questo grazie al nome di Luttazzi, mica sono così stupido da pensare che venda grazie a me, certo se non ci fosse stata la questione legata ai plagi e Daniele non fosse scomparso di scena avrebbe venduto di più, ma non penso che un successo editoriale l’avrebbe reso esente da critiche, che ci stanno tutte, e uno le prende per quello che sono scremando le cose che ritiene utili da quelle che ritiene pretestuose (questo almeno se uno non è uno stupido presuntuoso).
Fare un libro e mettersi in scena è un’atto di coraggio e di umiltà, e non si pretendono le lodi solo per averlo fatto, io ho cercato di metterci del mio e di mettermi al servizio del testo con alcune idee visive, ma in buona parte era già tutto contenuto nel testo. Pensavo da ingenuo che sarebbe stato un libro di successo (quando ho iniziato a disegnarlo), e invece, a parte la soddisfazione di disegnarlo, mi ha portato molta fatica per farlo e molta frustrazione dopo averlo dato alle stampe
Il libro non voleva essere un libro di Storia, né La Storia del fumetto, ma solo una storia, tutto qui.
Le parodie fumettistiche (a parte la pagina “a la Crepax”) sono farina del mio sacco, per cui prendetevela con me, che ho sostanzialmente voluto usare il cambio di stile e colorazione per sottolineare i passaggi temporali. Un trucchetto, niente di che.

E poi ancora:

Rispondo in breve (spero). Il libro è andato benino, ma non benissimo e il prossimo libro lo farò con Tiziano Scarpa, con cui ho già lavorato in passato (“Amami”, Oscar Mondadori). Il libro non è andato bene per ovvie ragioni : La polemica sui “plagi” è scoppiata a metà lavorazione del libro e ha nuociuto non poco alle vendite, a questo devi aggiungere il fatto che la principale attrazione per le vendite del libro (Daniele), ha deciso di ritirarsi (per il momento) come Greta Garbo, per cui Rizzoli con queste premesse non è interessata a un secondo libro con la nostra coppia. Non penso che Daniele sia un’incapace né un neofita sceneggiatore di fumetti. La sua sceneggiatura, come stesura, note e ritmo, era esemplare, poi la piacevolezza della storia, la comicità, la coerenza , la profondità sono un’altro paio di maniche e dipendono molto dai gusti e dai punti di vista del lettore. Non essendoci ormai più un Brutto e un Bello oggettivi né una critica in grado di definirli nemmeno noi che produciamo “manufatti creativi” siamo in grado di emettere dei giudizi obbiettivi.
Il mio entusiasmo è calato dopo la pubblicazione non per le polemiche, ma devi capire che dopo quasi due anni di impegno mi aspettavo qualche risultato in più, ma spero andrà meglio in futuro.
L’articolo di cui sopra è un paciugo copia-incolla di due articoli scritti da altri impastato con il livore di qualcuno che evidentemente aveva amato e apprezzato Daniele, e ora che l’idolo si è infranto si sente un po’ un’amante tradito, e in queste condizioni di spirito qualsiasi cosa uno faccia risulta irritante, meschina, repellente.
Daniele mi aveva spiegato bene qual era il suo intento e la struttura della sceneggiatura (anche troppo, per le mie abitudini, devo dire che è stato molto presente, quasi vignetta per vignetta, se pure a distanza).
Il libro parte da un racconto che Daniele voleva che illustrassi, io ho proposto di trasformarlo in una sceneggiatura più estesa per una graphic novel. Lui ha aderito con entusiasmo, ma non voleva che diventasse un libro necessariamente comico, in effetti c’è un po’ di tutto… Il risultato può essere altalenante, ma ogni tanto bisogna provare delle strade diverse, anche se non portano da nessuna parte , anche se portano in percorsi sbagliati. Insomma ci si prova, a volte si riesce negli intenti, a volte no, fa parte del bagaglio artistico.

Infine a domanda diretta sulla questione plagi dice:

vabbè, in altri forum ho spiegato che l’abiura in pubblico non mi piace e mi sembra veramente ingenerosa nei confronti di Daniele, che è un amico, e con gli amici non si fa. Non è una questione di vigliaccheria, tenete presente che sarebbe anche molto facile cavalcare l’onda e prendere le distanze, per cui nessuna ambiguità, ma coerenza, d’altra parte penso sarebbe veramente squallido dichiarare che ho fatto questa graphic novel consapevole che la sceneggiatura era una schifezza ma calcolando che comunque con Daniele Luttazzi sarebbe stato un successo. Come spesso accade uno cerca di far del proprio meglio, ma non è detto che nonostante l’impegno il risultato sia buono. Io vi posso assicurare che Daniele si è impegnato molto, poi non sono così presuntuoso da pensare che chi critica è un ignorante che non capisce niente, sono delle critiche a volte livorose, a volte no, a volte intelligenti, a volte inquinate da preconcetti, ma se non fossimo preparati alle critiche faremmo un altro mestiere. Ribadisco solo una cosa, non chiedetemi di scindere il testo dal disegno, perché non avrei disegnato così se non ci fosse stata questa sceneggiatura, poi, se devo parlare del mio, nemmeno io sono mai soddisfatto completamente del disegno, e rifarei un sacco di cose, ma non bisogna rotolarsi troppo nel passato e pensare al futuro.
per provare a dare una risposta definitiva sulla questione: che ne penso dei plagi?
La questione plagi è esplosa mentre ero a pagina 50 della “Quarta necessità”, e io e Simone Romani di Rcs Lizard ci siamo congelati e detti “e adesso?” Abbiamo pensato ingenuamente e cinicamente che se la polemica andava avanti comunque sarebbe servita per vendere il libro e abbiamo perseverato.
Certo, Daniele poteva adottare la difesa Craxi “lo fanno tutti”, come ha fatto Crozza, ma non aveva due trasmissioni televisive di successo da utilizzare, i quotidiani di grande diffusione lo odiano, i partiti politici pure. In fondo Crozza fa lo stesso sistematicamente, e utilizzando battute di comici ben peggiori di Carlin, ma siccome è tanto simpatico e ha fatto mea culpa in pubblico con un sorriso nessuno ha battuto ciglio. Daniele invece è veramente difficile e diverso dagli altri comici, e ha fatto di tutto per non ingraziarsi nessuno, proprio come il suo mito Lenny Bruce.

Sui plagi conclude:

La mia posizione pubblica è: non si contribuisce a sparare merda contro gli amici in momenti difficili, e mi sembra basti così. E’ una posizione paracula? Per quanto riguarda i calchi nel libro io non ne ho trovati, ma a esser sincero non li ho nemmeno cercati, anche perchè non si può vivere così.

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  1. Chiedere una replica di Luttazzi non avrebbe avuto senso, perché sappiamo già come la pensa. L’abbiamo letto qui:

    http://laquartanecessita.wordpress.com/

  2. Una precisazione: che Crozza copi non è per niente un fatto assodato come sembra sostenere Giacon. Secondo gli autori del comico genovese (tra i quali Stefano Andreoli, uno dei curatori di Spinoza.it) le presenze sospette nel repertorio crozziano si ridurrebbero a una manciata di battute (peraltro piuttosto facili) che per puro caso somiglierebbero ad altre già circolanti in Rete.

    Quand’anche ci fosse della malafede, si tratta comunque di una battutina qua e là, non di interi monologhi.

  3. giobagiobìl

    Grande Massimo. Ma scusate a commento del post sulla quarta necessità avete letto cosa scrive quest’idiota di Bansky22 a proposit? gli dà adirittura del mafioso. magari e’ proprio luttazzi in persona.hahahah
    leggeteleggete
    bansky22
    agosto 7, 2012 alle 11:24 am
    Un amico commette una serie di reati e comunque si macchia commettendo oscenità immorali. Prendere le distanze pubblicamente non è “spalare merda” ma onestà intellettuale. Il meccanismo per il quale- lui è colpevole, ma siccome è un amico io non prendo posizione- non è paraculaggine. E’ un bacillo mafioso inoculato. Ovviamente, e lo dico perchè nutro il massimo rispetto nei confronti di Giacon, non parlo delle stragi, parlo di un modo di pensare. Un sistema in cui “l’amicizia” supera i valori fondamentali. That’s our penisola. Non è questo il caso di Giacon, ma questa è l’immagine che ne viene fuori, se non prende una posizione chiara “per non spalare merda”.
    storiellina:
    Disse il carabiniere, che dopo un inseguimento e una sparatoria, aveva appena acciuffato un pericoloso criminale: “non l’ho ammanettato, era così affaticato”.

  4. gerogerigegege

    “Daniele ha deciso di ritirarsi (per il momento) come Greta Garbo”, “credo che Daniele voglia star per i cazzi suoi per un po’”, “ma è stata una scelta che non nasconde dietrologie particolari”.

    Vero. Nessuna dietrologia particolare. Bensì la verità evidente: checché ne dica, per quanto giochi a complicare la vicenda con difese chilometriche (ufficiali e ufficiose), Luttazzi SA di aver agito in malafede; SA di essersi giocato un’enorme fetta di consenso; SA, soprattutto, che se avrà un’altra possibilità (ma deve ancora passarne, di tempo…) non potrà più concedersi mezzo calco, pena il linciaggio; e, forse, SA anche che un monologo interamente a sua firma, dopo anni di “doping”, offrirebbe un confronto impietoso. La prova del nove definitiva.

    Altrimenti perché sparire “come Greta Garbo”? Specie se è davvero convinto, come ha scritto:
    – che i detrattori siano in gran parte mascalzoni che si fingono fan delusi
    – e che la percentuale di battute copiate fosse assolutamente esigua?

    Fino al 2010, l’anno dello scandalo, Luttazzi portava in scena un nuovo spettacolo ogni anno, e pubblicava un libro ogni due.
    Dov’è, adesso? Dov’è finito?
    E perché, in fondo, prendere in esame le teorie difensive di uno che ce le scrive dal bunker, che non s’è più visto? Questo fatto, da solo, non prova qualcosa? Non invalida ogni castello di carte successivo?

    Tutto il resto andrebbe discusso POI. Intanto: dov’è finito Daniele Luttazzi?

  5. Massimo Giacon

    Già, dove è finito Daniele Luttazzi ? A volte me lo chiedo anch’io… Non lo sento da un po’. Non è che mi manchi tanto la sua presenza fisica, quanto la sua presenza intelligente all’interno della cultura italiana. In Italia tutti vengono perdonati, basta che vengano a piangere in televisione, lui non l’ha fatto, anzi si è sottratto al circo dei media, e credo che questo sia il suo crimine più grande, la cosa che non gli è stata perdonata e ha fatto infuriare detrattori e fans delusi. Sarebbe bello se Daniele a questo punto facesse qualcosa di sorprendente, ma potrebbe anche non succedere mai più…
    Per quanto riguarda il commento di Banksy22 non saprei che rispondere, lui confonde omertà mafiosa con una semplice questione di stile e sobrietà, ma già il fatto che si usino dei termini roboanti come “oscenità immorali” per la questione Luttazzi mi dà l’impressione che a volte si perda un po’ il senso delle proporzioni.

    • gerogerigegege

      Massimo, apprezzo la tua disponibilità. Ma mi pare si ricada sempre nelle solite fallacie argomentative. “Si è sottratto al circo dei media” (che, se di media ufficiali stiamo parlando, è stato comunque abbastanza light ed è scemato quasi subito, glossa delle Iene a parte) ed è per questo che i fans delusi non lo perdonano: no, ai fans delusi basta e avanza il fatto in sé, credimi. E le successive autodifese sono state il colpo di grazia: parlo di quei pistolotti abbaglianti in cui, fra le altre cose, apprendiamo che noi che gli acquistavamo libri e biglietti saremmo stati “i topolini che metteva nel labirinto”.
      “Sul suo blog Luttazzi va sempre più a fondo in difese a colpi di fumisterie ultra-tecniche, con un uso intimidatorio del linguaggio ‘alto’. Arriva a dire che ‘il pubblico è il topolino che metto nel mio labirinto’. Terribile. Ne esce il ritratto di un uomo che disprezza tutto, a cominciare da se stesso. Un uomo schiacciato sotto il peso della sua ‘corazza caratteriale’. La corazza è il personaggio Daniele Luttazzi; applicandovi uno stetoscopio, forse sentiremmo Daniele Fabbri urlare: – Vi prego, fatemi uscire di qui!”
      Un ex fan/nerd deluso? No, Wu Ming 1. Che aggiunge: “Gli animi ormai sono esacerbati perchè questa storia va avanti da mesi tra montagne di balle, scoperte che lasciano basiti, svicolamenti, video fatti rimuovere con minacce legali etc. I toni all’inizio erano tranquilli, si sono inaspriti col tempo, e la curiosità di alcuni fan è diventata prima incredulità e poi un’inchiesta di massa perché la quantità di polvere trovata sotto il tappeto sfidava l’immaginazione ed è un’evidenza che non si poteva negare. Luttazzi ha sbagliato tutto, ma proprio tutto. Ogni risposta, ogni mossa e contromossa.”

      “Mi manca la sua intelligenza”: ma Daniele era un comico, non un opinionista. E’ la sua comicità, che dovrebbe mancarci; ma non può, dato che non possiamo individuarla con certezza. (se è vero infatti che è improbabile abbia copiato tutto, è altrettanto vero che non sapremo mai cos’è davvero suo, e dunque quant’è realmente dotato: non tutte le battute in repertorio erano geniali, no? Lui l’elenco non vuol compilarlo. Chissà perché. Peraltro sono convinto che la rabbia di molti venga anche dal fatto che, nell’elenco dei calchi, han riconosciuto i loro joke preferiti. Per me è stato così.)

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