TECNICHE LEGITTIME

Alcuni detrattori di Luttazzi si sono fatti avanti nei giorni scorsi sostenendo che Grillo abbia copiato una battuta dello stesso Luttazzi. Notizia succosa, come no; ma inesistente.

Questa la battuta di Luttazzi calcata recentemente da Beppe Grillo:
“La lucina in fondo al tunnel c’era, ma era un rapido che ti veniva in faccia.”

L’accusa di plagio da parte di Grillo è diffamatoria. Infatti non scopre nulla che Luttazzi non abbia già detto da anni. Chi adesso finge di “scoprire” una cosa che “Grillo tiene nascosta” diffama consapevolmente, per ovvi motivi.
Non serve infatti una grande competenza per sapere che Luttazzi a sua volta ha calcato il joke da Robert Lowell

 “If we see a light at the end of the tunnel, it’s the light of an oncoming train.” (R.Lowell, ’77)          

La spiegazione è molto semplice. Lo stesso Luttazzi l’ha spiegata. Segue un’analisi attenta, superflua ma necessaria. Anche Grillo ha adottato lo Stratagemma di Lenny Bruce come difesa dalle querele miliardarie e dagli attacchi della stampa. Ogni querela (per plagio o diffamazione) sostiene sempre che quella di Grillo non è satira, ma insulto, volgarità gratuita, “dichiarazione da comizio”. Idem i giornali di destra, che poi gli avvocati dell’accusa usano nelle citazioni come prova che la sua non è comicità. Si potrà dire che Grillo non è stato il primo ad adottare questa tenica; il primo ad averla importata in Italia è Daniele Luttazzi: “Io lo faccio apposta. Mi diverto così.”– vi ricordate?
sempre Luttazzi:
“Estrapolare battute da un testo dicendo “Sono simili, quindi è plagio” è una solenne baggianata. Primo, perché non esiste messaggio senza contesto. Il contesto guida l’interpretazione, sia inducendo attese che renderanno la battuta più o meno sorprendente, sia aggiungendo significati altri che permettono risate aggiuntive. Secondo, perché quello che fa scattare la risata non è tanto il contenuto della battuta, come si crede ingenuamente, ma la tecnica. Infatti quando un giornalista fa la parafrasi di una battuta, la risata non scatta. Ogni modifica tecnica, anche minima, può quindi migliorare una battuta. Terzo, perché il testo di una battuta è solo uno dei tre elementi che la caratterizzano come joke.”

Il joke della luce in fondo al tunnel è stato scritto da Robert Lowell, che soffriva di psicosi maniaco-depressiva.
Lowell è stato il grande cantore della poesia confessionale;  Luttazzi esegue un calco (con precisione chirurgica) creando un contesto comunicativo completamente nuovo. Trasforma un “verso” contemplativo di un poeta in una battuta di satira (es: comedian satirico, stile realistico, prosodia rapida che passa subito alla frase successiva, abito e gesti normali). Terminata la battuta, la risata del pubblico è immediata.

Grillo calca la battuta, prosodia rallentata e goffa, gli occhi spalancati e una gestualità bizzarra; i capelli arruffati e gli abiti strambi completano il contesto comunicativo creato dal comedian (effetti semantici del contesto ristretto). Tale contesto aumenta la ridondanza informativa dell’enunciato: la battuta assolve la funzione comica [sono un comico e non un politico]. Si ride. Grillo si è sempre occupato di treni (alta velocità), si ride la seconda volta. La battuta è un calco di Luttazzi (un comico famoso e non un politico), altra risata. Infine Lowell era di Boston, Luttazzi romagnolo e Grillo-invece- genovese. Si ride di nuovo, per la quarta volta.

Viene così confermata, al livello più profondo, la diversità fra le tre battute in questione, nonostante il testo praticamente identico.
Se si considera che le variazioni possono vertere inoltre su ampiezza degli scarti (basta sostituire una parola che attivi isotopie più distanti e l’effetto comico aumenta), sulle figure delle sostanze dell’espressione , sulle figure delle forme dell’espressione, sulle figure della forma del contenuto (nuclei, indizi, informanti: luoghi, oggetti, gesti), sulle figure del tempo, sugli orientamenti semantici del testo, sull’ordine emotivo delle parole eccetera, si capirà perché è più semplice dire “Grillo copia Luttazzi!” Un po’ di competenza però non guasterebbe, per diffamazioni oltre una certa portata. L’attacco diffamatorio esprime una ignoranza totale dei fenomeni semiotici. Estrapolare battute da un testo dicendo “Sono simili, quindi è plagio” è una idiozia da liceale.

E’ un risultato notevolissimo, di cui Grillo deve essere molto orgoglioso. Faccio notare inoltre che lo stratagemma Bruce/Luttazzi/Grillo funziona come un codice: ogni battuta citata nel testo per quel motivo assume un significato ulteriore. Non è più una semplice battuta, è una trappola, e attiva una satira permanente, di secondo livello, sui tromboni che attaccano Grillo con pretesti.
E’ l’arte del comico, anche se la massa non lo sa.
Da 20 anni, ogni volta che Grillo parla di argomenti vivi, i tromboni lo attaccano sulla forma (“E’ volgare! Insulta!, non è comicità, fa politica”) pur di non parlare dei temi che Grillo solleva. Con lo stratagemma Bruce/Luttazzi/Grillo si dimostra che gli attacchi sono pretestuosi: non era volgarità, non era un comizio politico, era grande satira. Sputtanati, cambiano l’accusa: “Grillo Copia Luttazzi!” Lo fa apposta, e i loro attacchi confermano la bontà della difesa.

Questa cosa serve a Grillo come escamotage per dare dell’ignorante a chi lo attacca sostenendo che la sua non è satira ma politica, nè fa ridere: poi i soloni fanno un esempio e quasi sempre il brano che non li faceva ridere è di un grande comico/satiro come Luttazzi.( Famosissimo a tutti, tranne che a loro! )

Usare l’URL di questo post come risposta rapida alle accuse di plagio, sarà un fanculo più che sufficiente. A bientot!

Ogni variazione, anche minima, può influire sull’effetto comico, migliorandolo. L’immagine completa il discorso.

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