Wu Ming 4 sul caso Luttazzi (2010)

Di nuovo un commento all’articolo “Quel che pensiamo del caso Luttazzi” pubblicata su GIAP nel giugno del 2010, questa volta Wu Ming 4:

Personalmente non sono uno che ha mai stravisto per Luttazzi. Qualche volta mi fa ridere, altre volte no. Ad esempio non mi hanno mai fatto ridere le sue battute sulla religione e forse oggi capisco perché: è un deficit di contestualizzazione. In molti casi si tratta di battute di comici americani, i quali, muovendosi in un contesto in cui la libertà religiosa è un fatto garantito dalla costituzione e in una realtà sociale multiconfessionale, attaccano la religione cristiana come forma di credulità popolare. Quindi attaccano la religione come favoletta, come mito per trogloditi, da un punto d’approdo, per così dire, laico razionalista. Per ridere a quelle battute bisogna però che il pubblico finga di non sapere che la religione è ben altro, e il pubblico americano forse ci riesce meglio di un pubblico europeo generalmente un po’ più pretenzioso. Ma soprattutto, in una realtà come quella italiana, attaccare la religione come forma di credulità popolare è del tutto inefficace. Innanzi tutto perché la credulità popolare si manifesta in forme assai più immediatamente nocive (si vota Berlusconi); ma soprattutto perché è il potere religioso secolare a esercitare un’ingerenza e un’influenza sociale, politica e culturale che non ha eguali in Occidente. In un contesto del genere la questione non dovrebbe essere dare per scontata la discendenza della religione e delle strutture che pretendono di amministrarla dalla fede popolare, ma al contrario, giocare sulle contraddizioni tra elementi spirituali e quelli secolari (come fa – a mio avviso con maggior efficacia satirica e comica – Corrado Guzzanti quando fa il cardinale). Insomma, quello che voglio dire è che non basta aggiungere il riferimento a “l’otto per mille” in una battuta per ricontestualizzarla davvero.
Mi rendo conto che a fronte del caso a cui stiamo assistendo, questa mia considerazione suona come una critica nel merito, quando al centro della querelle c’è invece il metodo, ma spero lo stesso venga presa per quello che è: un tentativo di affrontare la questione a un livello medio-alto.

fonte

https://i0.wp.com/26.media.tumblr.com/tumblr_lynef2uLOy1qikedfo1_500.jpg

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